Intervento in Commissione Finanza e Tesoro su rientro capitali dall’estero

Intervento in Commissione Finanza e Tesoro su rientro capitali dall’estero

…Interviene poi il senatore EUFEMI, il quale ritiene infondata la lettura critica del senatore Turci, richiamando la complessità del decreto-legge rispetto al tema, pur rilevante, del rientro dei capitali dall’estero. Il provvedimento è sorretto complessivamente dall’obiettivo di realizzare le condizioni fiscali, di mercato e normative volte a favorire la scelta di investire in Italia, eliminando quegli elementi distorsivi che hanno finora penalizzato il Paese rispetto alla localizzazione degli investimenti, reali e finanziari, e ampliando i margini di legalità e trasparenza dell’azione economica. La prima considerazione positiva investe la soppressione del meccanismo di tassazione dei capital gains, rendendo finalmente indifferente il regime tributario del risparmio gestito e quello amministrato: la soppressione del meccanismo dell’equalizzatore, generalmente contestato e di difficile applicazione, rappresenta un passo significativo verso la eliminazione di quegli elementi distorsivi del mercato finanziario, che avevano in parte giustificato il mancato investimento in Italia di risorse finanziarie. Il maggior grado di apertura del sistema è, inoltre, garantito dalle disposizioni in materia di imposta sostitutiva sugli interessi, premi ed altri frutti delle obbligazioni e titoli similari, pubblici e privati. Per quanto riguarda, invece, la questione del rientro dei capitali, occorre partire dalla considerazione che la legislazione previgente non aveva certo impedito né la formazione di capitali di provenienza illecita, né la loro esportazione, né tantomeno il riciclaggio dei proventi illegali. A quanti ritengono eccessivamente bassa la percentuale da versare per conseguire gli effetti della sanatoria, egli ricorda le reali motivazioni che hanno indotto il Governo a proporre tale misura, soprattutto in termini di consolidamento del sistema finanziario italiano e di immissione nel circuito economico di risorse aggiuntive particolarmente preziose in una congiuntura non favorevole. La misura della opportunità dell’intervento recato dal decreto-legge è dimostrata dalla circostanza che in molti istituti di credito stranieri sta emergendo la preoccupazione per un notevole deflusso di capitali verso l’Italia. Da ultimo, in tema di economia sommersa, egli apprezza particolarmente la proroga del termine per presentare la dichiarazione di emersione da parte delle imprese.

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