Intervento a Commissioni riunite (1a e 11a) sulla conversione in legge del decreto sull’immigrazione

Intervento a Commissioni riunite (1a e 11a) sulla conversione in legge del decreto sull’immigrazione

COMMISSIONI 1ª e 11ª RIUNITE 1ª (Affari costituzionali) 11ª (Lavoro, previdenza sociale)

Presidenza del Presidente della 11ª Commissione ZANOLETTI

Intervengono il ministro del lavoro e delle politiche sociali Maroni, il sottosegretario per lo stesso dicastero Brambilla ed il sottosegretario per l’interno Mantovano. La seduta inizia alle ore 15.

IN SEDE REFERENTE

(1692) Conversione in legge del decreto-legge 9 settembre 2002, n. 195, recante disposizioni urgenti in materia di legalizzazione del lavoro irregolare di extracomunitari

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Il senatore EUFEMI considera il decreto necessario e urgente, trattandosi di situazioni che non possono essere trascurate, anche se i rilievi e le segnalazioni sul testo del provvedimento formulate dagli stessi relatori inducono ad alcune modifiche. Anzitutto, sarebbe opportuno distinguere i rapporti di lavoro tenendo conto che alcuni di essi hanno normalmente durata inferiore a un anno, con particolare riguardo ai settori interessati al lavoro stagionale, come il turismo e l’agricoltura. Considera particolarmente opportune le disposizioni dell’articolo 1, comma 6 e dell’articolo 2, comma 1 ed esprime un giudizio positivo sull’operato del Governo nell’attuazione delle norme in tema di regolarizzazione già contenute nella recente legge sull’immigrazione. 

Quanto ai nuovi interventi di regolarizzazione, egli ritiene necessario non generalizzare considerando in una disciplina unica chi sia entrato senza permesso o si sia trattenuto a permesso scaduto in Italia svolgendo un lavoro e chi invece sia stato espulso dall’Italia per aver commesso reati. A nome della sua parte politica, dichiara dunque un orientamento favorevole a regolarizzare la posizione di chi si trovi già in Italia per l’appunto a scopo di lavoro e non abbia commesso illeciti diversi da quello consistente nell’ingresso o nella permanenza senza titolo. 

Quanto al termine per la presentazione delle domande di regolarizzazione contenute nel decreto-legge, egli ritiene che esso debba essere allineato a quello già previsto per le collaboratrici domestiche e le cosiddette badanti, mentre in tema di impronte digitali non dovrebbero esservi discriminazioni tra cittadini italiani e stranieri; nondimeno, per i cittadini italiani è ragionevole una maggiore gradualità nell’applicare la prescrizione, anche per ragioni di spesa. In merito alle false dichiarazioni, segnala l’esigenza di prevenire casi critici che possono trarre in inganno anche i datori di lavoro e manipolazioni dei dati a scopo elusivo, ad esempio dell’imposizione fiscale. 

Segnala inoltre l’esigenza di rivolgere un’attenzione particolare anche ad altre attività, come quelle svolte presso gli studi professionali o per scopi non commerciali. 

Esprime, quindi, un indirizzo di principio nel senso di ritenere fondamentale il valore della dignità e dei diritti di tutte le persone e quello della solidarietà tra i popoli, nelle garanzie di sicurezza dei cittadini e dei loro beni, anche attraverso la necessaria azione di contrasto alla criminalità organizzata. 

Auspica, infine, un confronto sereno, utile a introdurre nel decreto-legge le modifiche più opportune e ragionevoli.

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