Discussione  sull’impegno italiano in Afghanistan

Discussione  sull’impegno italiano in Afghanistan

EUFEMI (UDC:CCD-CDU-DE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

EUFEMI (UDC:CCD-CDU-DE). Signor Presidente, onorevole Ministro della difesa, senatori, il Gruppo UDC voterà a favore della risoluzione n. 1 della maggioranza, recependo e condividendo la linea esposta dal ministro Martino, che comporta l’invio del contingente militare italiano in Afghanistan, nel rispetto del Trattato di Washington e delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’ONU, quindi nell’ambito degli impegni assunti nelle sedi internazionali con l’operazione “Enduring Freedom”. La finalità è quella di concorrere all’obiettivo di pace nel mondo, in un’area in cui la situazione, alla luce delle recenti violenze e attentati, non è ancora né stabilizzata, né normalizzata, mentre è necessario consolidare i risultati ancora parziali.

La posizione del Governo in politica estera è coerente e in continuità con le decisioni passate assunte sull’Afghanistan. Non c’è un contesto mutato; il nostro non è un “bizzarro” atteggiamento. Il nostro non è un atteggiamento che cambia a seconda delle stagioni politiche, come invece riscontriamo nello schieramento dell’opposizione, dove hanno prevalso le pressioni movimentiste e antagoniste condizionate da logiche di politica interna. Siamo chiamati a svolgere un ruolo nell’ambito internazionale, un ruolo di pace e di sicurezza, con l’obiettivo di debellare le forze di terrorismo internazionale ancora operanti; siamo obbligati a contribuire al mantenimento dell’equilibrio e della pace mondiale anche per mezzo della nostra partecipazione, specie dopo avere recuperato una rilevante leadership in ambito internazionale.

Oggi, in quest’Aula non è in discussione il principio della guerra preventiva, anche se molti hanno dimenticato in fretta la lezione dell’11 settembre 2001; occorre avere memoria della grande strage dei kamikaze di Bin Laden e del potenziale distruttivo ancora minacciosamente disponibile a tali forze eversive internazionali che hanno avuto sostegno e supporto da fiancheggiatori “Stati canaglia”.

La debolezza della sinistra sta proprio nella sua incapacità di assumere coraggiose responsabilità di fronte ad una situazione così complessa e che avrebbe avuto bisogno di un gesto forte e preciso, mentre riscontriamo autorevoli dissociazioni, divisioni e contrapposizioni.

Apprezziamo la posizione illustrata dal ministro Martino, e in particolare il suo costante dialogo con il Parlamento, come ha ricordato il collega Meleleo, che rappresenta un non insignificante coinvolgimento nella decisione per l’allargamento dell’unità.

Troppi a sinistra (e non solo, anche i più fermi sostenitori del Governo D’Alema) hanno dimenticato in fretta perfino le cronache della guerra in Kosovo, ove il centrodestra con grande senso di responsabilità, non fece mancare il suo solidale appoggio parlamentare. Bene ha fatto il ministro Martino a tenere distinte e separate le due questioni tra Afghanistan e Iraq: tra di esse non esiste correlazione, come hanno riscontrato i tedeschi e come non vuole fare gran parte della sinistra italiana.

Avremmo preferito un consenso bipartisan su una posizione di politica estera che riguarda l’interesse nazionale, la presenza e il ruolo del nostro Paese nelle gravi vicende internazionali. Ciò avrebbe fatto sentire la vicinanza di tutto il Parlamento e di tutto il Paese, rispetto ad una missione difficile per i nostri militari, e avrebbe necessitato di una coesione istituzionale a sostegno delle nostre Forse armate impegnate a garantire ordine, pace, sicurezza e libertà.

C’è bisogno ancora di garantire la fase di transizione, rafforzare le istituzioni, contrastare le violenze e difendere in quell’area la legalità internazionale, favorendo per quelle popolazioni un cammino di speranza.

C’è soprattutto bisogno, sul piano interno, di non rompere il fronte antiterrorismo e di non alimentare rigurgiti di anti-americanesimo.

Vi sono momenti in cui non si possono avere né incertezze, né tentennamenti, né distinzioni e né ambiguità, ma precise assunzioni di responsabilità.

È per questo che il Gruppo UDC esprime il convinto voto favorevole sulle risoluzioni della maggioranza, auspicando la più larga convergenza. (Applausi dai Gruppi UDC: CCD-CDU-DE, FI e AN. Congratulazioni).

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