Maurizio Eufemi (Udc) “La lobby che attacca Fazio vuoi conquistare le banche”.

(Avvenire), da Roma Pier Luigi Fornari
Maurizio Eufemi rimane sconcertato. Anzi “scandalizzato” di fronte all’attacco di “una lobby editorial finanziaria scatenata nel chiedere il linciaggio di Antonio Fazio”. Il vicecapogruppo dell’Udc a Palazzo Madama si indigna anche con chi dice che la riforma del risparmio è ancora alle bozze. “Siamo alla fase conclusiva al Senato, anche se Prodi non lo sa, e infatti chiede la convocazione dell’aula, ma il primo punto all’ordine del giorno, per iniziativa dell’Udc, alla ripresa dei 14, è il risparmio – precisa il relatore della riforma-. In una settimana chiudiamo. Basterà poi un rapido passaggio alla Camera per l’approvazione finale”
Da venerdì ci sono le nuove regole, ma si insiste sulle dimissioni del governatore.
Questo dimostra che l’obiettivo non era la riforma che il governo collegialmente e unanimemente ha approvato, ma la testa di Fazio. Una richiesta inaccettabile. Fintantoché c’è questo sistema democratico parlamentare, sono le Camere che decidono, non lobby editorial-finanziarie, né poteri più o meno occulti, né la magistratura.
Una valutazione di quanto è stato deciso a Palazzo Chigi?
Il governo rende le norme sulla nostra banca centrale più omogenee a quelle europee, e questo è accettabile, anche se saranno necessari dei perfezionamenti in Parlamento.
Un esempio?
Indipendenze e autonomia di Bankitalia sono salvaguardate. Nella prima bozza le quote di maggioranza erano assegnate a Tesoro e Regioni. Per fortuna adesso il testo afferma chele quote spettano allo Stato. Ma è un termine che va definito meglio.
Adesso anche An preme per le dimissioni.
È incomprensibile. Gianni Alemanno ha addirittura indicato tra i candidati alla successione Mario Monti. E dove sta allora l’autonomia di Bankitalia? Un’istituzione che ha sfornato personaggi della levatura di Menichella, Carli, Ciampi, Fazio.
Eppure all’attuale governatore si muovono vari appunti.
Sono critiche che non hanno fondamento. Lo dimostrano la sentenza del Tar, l’orientamento assunto dalla Commissione europea, il pronunciamento della Bce.
E il centrosinistra?
Prodi si rimangia le dichiarazioni, perché è incapace di una posizione autonoma. Enrico Letta cerca una sponda in Giulio Tremonti, rilanciando la strategia dell’Aspen, già sconfitta dall’indagine conoscitiva. E molto grave, poi, cheTremonti insista sulle dimissioni dopo la decisione collegiale del Consiglio dei ministri. Berlusconi deve intervenire.
Ma quale sarebbe l’obiettivo di questa lobby finanziaria?
Si sta ripetendo quanto avvenne negli anni ’92-94, dopo il famoso meeting sul Britannia, allora ci fu1’a al sistema industriale italiano con l’acquisizione di pezzi d partecipazioni statali e di servi zi pubblici da parte di gruppi finanziari internazionali con teste di ponte in Italia. Oggi questo attacco si è esteso al sistema bancario. E in quest’ottica Fazio è visto come un ostacolo di cui sbarazzarsi. Intanto però si esalta il risultato raggiunto con Unicredit. Ma si dimentica che quell’operazione, che ha fatto assumere a quattro gruppi italiani una posizione più competitiva, è stata realizzata grazie all’azione sapiente del governatore.