Intervento su finanziaria 2008 in 5ª Commissione permanente (Bilancio)
Presidenza del Presidente
MORANDO
Interviene il sottosegretario di Stato per l’economia e le finanze Lettieri.
La seduta inizia alle ore 16.
IN SEDE REFERENTE
(1818) Bilancio di previsione dello Stato per l’ anno finanziario 2008 e bilancio pluriennale per il triennio 2008 – 2010
– (Tab. 1) Stato di previsione dell’entrata per l’anno finanziario 2008
– (Tab. 2) Stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2008
(1817) Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato ( legge finanziaria 2008 )
(1819) Conversione in legge del decreto legge 1° ottobre 2007, n. 159, recante interventi urgenti in materia economico – finanziaria, per lo sviluppo e l’equità sociale
(Seguito dell’esame congiunto e rinvio)
Il presidente MORANDO ricorda che nella precedente seduta ha preso avvio la discussione generale congiunta sui provvedimenti in titolo.
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Il senatore EUFEMI (UDC) , nell’esprimere un giudizio di globale preoccupazione sulla manovra di bilancio per il 2008, anche in linea con l’analisi condotta dalla Corte dei conti e dalla Banca d’Italia, si sofferma in primo luogo sulla mancanza di un ancoraggio della legge di bilancio rispetto all’assestamento, data la mancata approvazione dello stesso. In questo quadro, la manovra economico-finanziaria accresce l’indebitamento netto di 0,4 punti in rapporto al Pil, registrando peraltro un aumento del debito pubblico in valore assoluto derivante anche dal maggior ricorso al mercato.
Esprime inoltre forti perplessità sui contenuti del decreto-legge, in cui non emerge una riflessione di fondo sulle esigenze complessive in tema di infrastrutture, posto che si articola in una serie di interventi settoriali che, più che rispondere ad un impostazione di tipo federalistico, sembra in realtà orientata ad allargare il consenso.
Dopo aver affermato la sua ferma contrarietà all’ipotesi di soppressione dell’Ordine Mauriziano, anche alla luce della vigente regolazione dei rapporti tra lo Stato e la Chiesa, rileva come il decreto manchi di un progetto di riqualificazione della spesa quale impegno preciso assunto dal Ministro dell’economia e delle finanze. Rilevato con preoccupazione che non è stata ancora presentata in Parlamento la relazione sui risultati derivanti dalla lotta all’evasione fiscale, sottolinea l’esistenza di un problema serio relativo al rispetto delle regole di contabilità pubblica nei testi in esame, dal momento che le entrate inattese a livello presuntivo sono state utilizzate a copertura delle spese ivi previste.
Riguardo, poi, alla pressione fiscale, essa rimane ferma al 43 per cento, attestandosi allo stesso livello registrato nel 2007. Si sofferma, quindi, sui profili problematici derivanti dall’intervento sull’Ici, che non sembra tenere conto della composizione del nucleo familiare con riferimento al numero dei figli o a situazioni di disagio familiare. Unendosi alle considerazioni espresse dal senatore Vegas, sottolinea poi il dato più preoccupante della manovra che deriva dal peggioramento del quadro programmatico rispetto al quadro tendenziale, mancando peraltro l’obiettivo della riduzione della pressione fiscale per imprese e famiglie. Al riguardo sottolinea l’esigenza di un maggiore confronto con il Governo.
Nell’affermare inoltre che la riduzione dell’Ires avrà un impatto redistributivo a svantaggio delle piccole e medie imprese, sottolinea con preoccupazione la mancanza di una clausola di salvaguardia per il prossimo triennio nell’applicazione dell’Ires stessa, mentre l’eliminazione totale o parziale dei costi oggi deducibili dall’imponibile determinerà effetti per le aziende che hanno effettuato forti investimenti, con particolare incidenza nel settore manifatturiero. Sottolinea, inoltre, l’esigenza di salvaguardare la deducibilità degli interessi passivi relativi a contratti per la realizzazione di opere pubbliche, prefigurandosi altrimenti una grave penalizzazione per le imprese che operano nei lavori pubblici o fornitrici dello Stato e degli enti pubblici. Quanto al contenimento delle emissioni di anidride carbonica, preannuncia la presentazione di emendamenti diretti all’adozione di interventi che tengano conto degli orientamenti comunitari anche attraverso misure fiscali di rottamazione ecologica.
Evidenziato come manchino nell’ambito della manovra economico-finanziaria misure a sostegno della famiglia volte a favorire l’aumento del tasso di natalità, sottolinea inoltre l’esigenza di dare solidità allo strumento del 5 per mille al fine di offrire un valido supporto allo sviluppo della ricerca scientifica.
Nel richiamare le considerazioni del ministro Rosy Bindi in ordine alla sperimentazione di una politica per le tariffe, si interroga poi sulla compatibilità tra l’aumento delle tariffe riguardanti gli enti locali e la crescita del PIL. Lamenta inoltre la contraddizione tra l’analisi compiuta dall’ISTAT e quella dell’ISAE in merito agli effetti distributivi e alle stime di povertà, rilevando che l’ISAE, pur utilizzando una metodica analoga a quella dell’ISTAT, giunge a conclusioni meno ottimistiche.
Quanto agli incapienti, ritiene che le misure previste non migliorino le situazioni a rischio di povertà, mentre la riduzione dell’ICI sulla prima casa ha a suo giudizio effetti discutibili a causa della natura regressiva e non progressiva dell’intervento. In particolare, paventa il rischio che gli appartamenti ubicati in zone centrali godano di maggiori benefici rispetto alle case popolari.
Con riferimento alle detrazioni per i canoni di locazione, esprime dubbi in ordine al calcolo del gettito, considerando peraltro la limitatezza delle misure previste. I dati riportati nella Relazione tecnica risultano infatti difformi da quelli forniti dall’ISTAT circa il numero delle famiglie in affitto, determinando una perdita del gettito superiore rispetto a quella quantificata nel provvedimento. Altrettanto esigui sono a suo avviso gli incentivi fiscali per i canoni di locazione a favore degli studenti fuori sede, che non motivano i giovani ad uscire dal nucleo familiare di origine.
Dopo aver richiamato le obiezioni della Corte dei Conti sull’utilizzo dell’extra gettito, deplora la scarsa incisività della riduzione delle spese, rammentando altresì le osservazioni del Governatore della Banca d’Italia in merito al mancato sfruttamento del favorevole andamento delle entrate per sanare – almeno parzialmente – il debito pubblico. In particolare, stigmatizza che una quota delle maggiori entrate sia stata utilizzata per finanziare ulteriori spese, determinando un peggioramento dell’indebitamento netto sul PIL.
Nel ribadire le preoccupazioni per l’esclusione della famiglia dagli obiettivi della manovra, svolge alcune considerazioni riferite all’accordo sul welfare, auspicando che il testo non sia blindato in quanto si perderebbe una proficua occasione di miglioramento attraverso l’apporto dell’opposizione. Al riguardo, dopo aver rilevato le contraddizioni che hanno caratterizzato il recente referendum sul pacchetto previdenziale, giudica l’impostazione di fondo non coerente con lo sviluppo dei servizi, con l’internazionalizzazione, con la necessaria flessibilità, nonché con l’integrazione crescente della società.
Con particolare riferimento all’audizione del ministro Padoa Schioppa, rimarca l’opportunità di intervenire sui mutui bancari per sostenere le famiglie, come peraltro è emerso durante l’esame dei documenti di bilancio in Commissione finanze.
Avviandosi alla conclusione, si dichiara favorevole all’imposta di scopo prevista nel disegno di legge finanziaria per il settore cinematografico, rilevando tuttavia la mancanza di un prelievo che coinvolga tutta la filiera del cinema, e auspica infine che il confronto tra Governo e Parlamento non si irrigidisca.