Il ruolo dei cattolici di fronte al governo Renzi
Anche settori del Paese che hanno entusiasticamente sostenuto il Governo Renzi si stanno accorgendo delle difficoltá in cui si muove l’Esecutivo nell’affrontare i problemi reali. Non bastano le politiche di annunci per rimettere in moto la economia e vincere la grave disoccupazione. I numeri del decreto sblocca italia sono stati fortemente ridimensionati, le attese deluse.
L’articolo 18 sul mercato del lavoro all’interno del Job act, è stato messo sul binario morto. Non vi è stata la stessa determinazione usata per altri provvedimenti. La tenuta del partito democratico viene considerata prioritaria rispetto a scelte difficili, ma irrinunciabili. Il monocolore Renzi sta dimostrando tutta la sua debolezza e appare incapace di intervenire sui nodi dell’economia, da ciò che può liberare risorse per investimenti pubblici e privati, domestici e internazionali, i soli in grado di ridare corpo alle produzioni e ridurre la disoccupazione soprattutto giovanile.
Sembrano prevalere logiche di cessione di gioielli di stato o partecipazioni importanti per fare cassa senza alcuna visione strategica per il Paese. Questa premessa era indispensabile per chiarire meglio cosa si sta muovendo nell’area di centro. V’è la consapevolezza di ritornare in campo con vigore per recuperare spazi politici desertificati. Il punto di aggregazione economico e sociale sta nella centralitá dei valori del popolarismo inteso come attenzione ai ceti medi produttivi, alla giustizia sociale, alla economia sociale di mercato, al contrasto alle ingiustizie e alla attenzione più marcata verso i più deboli. Il punto di aggregazione politico sta nella convergenza con quelle forze che rifiutano il disegno di riforma costituzionale e la legge elettorale portata avanti dal governo Renzi che per bloccare il sistema va contro i principi di rappresentanza e dunque contro la nostra storia. Questo va detto con chiarezza. Il punto di convergenza è nella opposizione al Governo. Non vi possono essere nè dubbi nè incertezze. Qualsiasi aggregazione del tipo costituente popolare che si fondi solo sulla sommatoria algebrica di parlamentari che non hanno più alcun consenso popolare – come dimostrato dalle elezioni europee – rappresenterebbe solo un tentativo di precaria sopravvivenza legata a logiche di potere e dunque priva di prospettive.
Il CDU si sta muovendo in questa direzione con grande limpiditá e determinazione. Si stanno ritrovando entusiasmi; si stanno trovando significative convergenze e aggregazioni che si possono consolidare solo con chi non è corresponsabile di scelte sbagliate che stanno accentuando la deflazione e aggravando i problemi del Paese.
Non è più tempo di annunci ma di scelte forti e responsabili.
Roma, 1 settembre 2014