Commemorazione di Bartolo Ciccardini


Ieri nella laboriosa Cerreto d’Esi, sua cittá natale, è stata commemorata nel Teatro Casanova, la figura di Bartolo Ciccardini. Per iniziativa del centro studi don Giuseppe Riganelli e del suo Presidente Crialesi, ne hanno parlato affondando la memoria dei ricordi personali e politici, l’assessore Katia Galli, Francesco Merloni, suo conterraneo – erano nati a 3 chilometri di distanza – lo storico Francesco Malgeri e Gerardo Bianco, presidente della Associazione ex parlamentari. Questa vuole essere solo una breve cronaca di un sabato di provincia dove anziani e giovani si sono ritrovati, un ponte tra passato e presente.
Era presente una scolaresca e conoscendo la sensibilitá di Bartolo verso le giovani generazioni, ne sarebbe stato felice.
Sono intervenuti con testimonianze personali Adriano Ciaffi, Alessandro Forlani e Cristina Olini per l’associazione Nazionale Partigiani Cristiani, di cui Bartolo era segretario generale.
Francesco Merloni ha ricordato gli anni della gioventù, della resistenza durante l’occupazione nazista, dell’impegno universitario, il legame con il territorio che lo porterá a numerosi scritti su Cerreto.
Francesco Malgeri ha tratteggiato la figura di Bartolo in tutti i passaggi storici dall’impegno universitario alla comunitá del Porcellino con Dossetti, dalla collaborazione con Mattei alla Spes con Sarti, dalle battaglie riformiste degli anni settanta a quelle referendarie con Segni negli anni novanta. Per Ciccardini il riformismo era la risposta necessaria, ineludibile ai fermenti e alle inquietudini del ’68.
Gerardo Bianco ha sottolineato un rapporto di amicizia e politico, lungo sessanta anni. Il rapporto si è intrecciato in tante battaglie politiche alcune condivise, altre meno. Fu un forte oppositore alle correnti e alla loro degenerazione. Voleva recuperare un rapporto diretto tra cittadino e istituzioni. Era un uomo di grandi intuizioni politiche. Sapeva guardare oltre l’orizzonte. Per Ciccardini occorreva ripartire dai comuni che erano: “La famiglia delle famiglie”.
La legge sulla elezione diretta dei sindaci viene da una sua intuizione fin dai primi anni settanta.
Le primarie furono introdotte nella DC, così come la elezione diretta del Segretario politico con la elezione di Benigno Zaccagnini.
Ci sarebbe molto altro.
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Roma, 29 maggio 2016
