Gli Stati Generali della Cultura
Ieri una affollatissima Assemblea Generale della Associazione degli ex parlamentari (oltre 500 partecipanti) si ė tenuta a Roma nell’Auletta dei Gruppi parlamentari per gli adempimenti statutari e per valutare la gestione della dirigenza. I corpi intermedi vivono di partecipazione reale. Non basta un click per esprimere un orientamento su questioni complesse che richiedono ragionamenti e motivazioni.
Constatare una così elevata partecipazione è motivo di soddisfazione. Tutto si è volto nel segno della libertà e della trasparenza. Le porte erano aperte ai giornalisti, agli inviati delle principali agenzie di stampa, ai grandi quotidiani nazionali e a quelli delle trasmissioni televisive. La diretta streaming era possibile. Tutti hanno potuto constatare la serietà degli argomenti posti dalla ampia relazione introduttiva ed esaustiva del Presidente Antonello Falomi. Così come la profondità del dibattito, la serietà delle argomentazioni, la complessità delle questioni che non possono essere risolte con disprezzo populistico.
Non c’era solo la questione dei vitalizi con tutte le problematiche connesse in uno Stato di diritto (diritti acquisiti, principi di affidamento, sentenze costituzionali) ma qualcosa di più e più profondo. C’era una riflessione sulla Costituzione, sul ruolo del Parlamento, sull’equilibrio dei poteri costituzionali, sul degrado delle Istituzioni, sulle conseguenze del contratto Di Maio Salvini, sulla tenuta del sistema. C’era quello che è stato definito un “impoverimento dei poteri delle Istituzioni democratiche e il sistema democratico” di fronte alla introduzione del vincolo di mandato per qualsiasi decisione è l’istituzione del comitato di riconciliazione con conseguente abrogazione dell’articolo 67 della Costituzione. Ne deriva che il comitato di riconciliazione rimette a sedi estranee alla Istituzione le decisioni che invece dovrebbero stare “dentro” come ha fatto rilevare Paolo Maddalena. Tutto ciò finisce per annullare la funzione decisoria del Parlamento ed è una via antidemocratica.!
Del resto che la situazione sia di particolare gravità è dimostrato dalla polemica odierna tra Giuliano Ferrara e Ernesto Galli della Loggia su “pessimismo apocalittico” che va oltre le questioni personali tra i due editorialisti- intellettuali, perché affonda su vicende tragiche come la uccisione di Aldo Moro e riflette sulla crisi delle classi dirigenti, che trova il punto di arrivo nella “farsa del contratto e la scomparsa della Istituzioni e della loro autoritá”.
Dunque il problema è più serio e va oltre la questione banalizzante dei vitalizi se ridotta a questione sindacale; c’è invece un cortocircuito culturale che non si riesce a bypassare.
Non v’è stata una risposta culturale adeguata delle élites – sempre più ripiegate su se stesse – rispetto alla forzatura istituzionale nella gestione della crisi di governo, in nome della democrazia diretta rispetto alla democrazia rappresentativa. Hanno preferito non mettersi in gioco prendendo posizione su pericolosi sentieri innovativi che rischiano di portare il Paese su un terreno scivoloso.
Le stessa prese di posizione sulla collocazione internazionale dell’Italia nel quadro Atlantico e nell’Unione Europea e sui Trattati europei avrebbero dovuto allarmare ben più di quanto è timidamente apparso sulla stampa.
Nel dibattito di ieri, alla Assemblea degli ex parlamentari, abbiamo avuto la conferma di come personalità che hanno avuto un ruolo istituzionale nel Paese e lo hanno servito con responsabilità sentano la gravità della situazione. Lo abbiamo sentito in una pluralità di interventi, di persone di vario orientamento politico, di diversa sensibilità culturale, di matrice, laica, socialista, cattolica, liberale, radicale, sempre avversari, ma mai nemici, abbiano sentito il bisogno di levare la loro voce in difesa dei principi costituzionali. V’è la dimostrazione che nel Paese vi sono energie e forze in grado di dare un contributo positivo alla crisi. Una classe dirigente che vuole scendere in campo, che non si arrende alla deriva. Lo hanno fatto in molti e tra gli altri merita di essere richiamata la proposta avanzata con grande intelligenza da Gerardo Bianco di una urgente riflessione culturale di altissimo livello affinché l’Associazione ex parlamentari della Repubblica proponga la convocazione degli Stati Generali sul declino della Costituzione della democrazia Italiana. Dovrebbe essere una grande mobilitazione aperta a tutto il mondo della cultura italiana, ai sindacati, agli ordini professionali, alle formazioni sociali, agli amministratori, ai sindaci, ai rappresentanti delle comunità locali, ai corpi intermedi.
La proposta è stata condivisa ed apprezzata e ci auguriamo possa essere realizzata al più presto e diventi l’occasione per smuove le coscienze, per mobilitare le energie, affinché non si assista passivamente alla deriva delle Istituzioni ma si ritrovi la via del riscatto e della più ampia partecipazione.
Roma, 19 maggio 2018