DANTE… TRA TOGLIATTI E DE GASPERI

DANTE… TRA TOGLIATTI E DE GASPERI

Lettera aperta a Lucio D’Ubaldo presidente della Associazione Nazionale democratici cristiani in occasione della iniziativa politica per ricordare il 700 anno anniversario di Dante.

Caro Lucio
Ho seguito l’interessante dibattito con Laporta su Dante partendo dalla citazione di Martinazzoli. Mi sono imbattuto – stimolato dalla riflessione odierna di Follini sul qualunquismo – in un discorso di Alcide De Gasperi che pronunció in un convegno dell’Alta Italia della DC il
1 luglio del 1945 a Palazzo Clerici a Milano integrato con quello di Venezia. Era sulle basi dello Stato democratico e la battaglia di domani. Erano i giorni dell’incarico a Parri di formare il nuovo breve governo. De Gasperi nel sottolineare la caratteristica di quella crisi evidenziava la “indissolubile, la indiscussa solidarietà tattica e sostanziale tra socialisti e comunisti” . Aggiungeva “Quando venne posta la candidatura di Nenni sono tutt’uno quando si discuteva sulla assegnazione dei dicasteri socialisti e comunisti si presentavano come due quindi bisognava dividere e assegnare i mandati, tre ai socialisti, tre ai comunisti. “
De Gasperi allora obietta a Togliatti: Ma siete due o uno? Togliatti che sa di letteratura rispose ricordando la frase da testa “ ed eran due in uno e uno in due”
De Gasperi va a controllare la frase dantesca. Si tratta di Bertrando De Born che appare a Dante col capo trovo che egli stesso tiene per le chiome e se lo porta innanzi a guisa di lanterna”


e il capo tronco tenera per le chiome,
di sè faceva a se stesso lanterna,
ed eran due in uno e uno in due:
com’esser può, quei sa che sì governa.
(Inferno, xxvIII)

Poi De Gasperi prosegue chiosando “Com’esser può “ anche oggi lo sa solo il Cielo; ma sarebbe decisivo anche sapere: la lucerna a chi fa la luce? a Nenni o a Togliatti?
questo passaggio dantesco forse  aiuta a riflettere più su De Gasperi che su Dante, sulla sua chiarezza delle posizioni politiche rispetto alla doppiezza, la sua religiosità, l’affidarsi alla Divina Provvidenza.
Dunque anche De Gasperi  possiamo associarlo alle celebrazioni del settimo centenario.
Non so se sono  andato fuori tema. Mi sembra giusto ricordare questo passaggio di una polemica politica del passato aspra ma elegante, forte ma con un linguaggio culturale profondo che va forse recuperato.

Poi De Gasperi al primo congresso della Dc quello celebrato nel 1946 alla città universitaria fa riferimento alla Cappella Sistina e usa l’immagine per illustrare quella immensa sinfonia biblica. “Si direbbe che Michelangelo dipingendo il volto grave del Padre abbia pensato al noto verso dantesco:


Lo Motor primo a lui si volge lieto
Dovrà tant’arte di natura, e spira
Spirito novo, di virtù repleto.

(Purg. XXV)


Se mai avvenisse che in Italia si spegnesse l’idealismo cristiano dovremmo temere che il popolo italiano non comprenderebbe più il suo Dante e il suo Michelangelo e passerebbe dinanzi a questa volta con la stessa freddezza e indifferenza come oggi si passa dinanzi alla storia degli “dei falsi e bugiardi del Belvedere” .
 

Maurizio Eufemi

http://www.ildomaniditalia.eu/dante-tra-togliatti-e-de-gasperi/

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